Questi uomini e donne svolgono un lavoro dietro le quinte e spesso in condizioni che noi automobilisti rendiamo rischiose, se non addirittura mortali. Sono lì per tutelarci in caso di guasto o incidente, ma certi nostri comportamenti in strada possono costare loro la vita. Siamo contenti di averli con noi in caso di problemi e ci preoccupiamo pertanto della loro sicurezza.

1/ Una professione celata ma sotto i riflettori
Senza dubbio li avete già incontrati. Sfrecciando a 130 km/h certe volte passiamo loro a poche decine di centimetri, ignari del pericolo che questo può comportare.
È una professione che raramente finisce sulle prime pagine dei giornali per i suoi successi:anche se numerosi non fanno notizia. Nel 2023, sono stati oltre 1 milione gli interventi effettuati su più di 80.000 km di autostrade europee. Fanno parte degli operatori stradali le pattuglie, i soccorritori e gli agenti di polizia.
2/ Numeri vertiginosi
Su scala europea come su quella nazionale, il numero di incidenti stradali è molto elevato. Nel 2022 hanno perso la vita sulle strade europee 20.640 persone, delle quali il 10% è rappresentato da pedoni. Si tratta di agenti della polizia stradale o di persone che hanno abbandonato il proprio veicolo a seguito di un guasto. Parliamo di oltre 200 decessi. Tra i paesi europei con i dati peggiori la Romania si trova al primo posto con 86 morti per milione di abitanti, seguita dalla Francia con 50 decessi per milione di abitanti. I numeri più contenuti appartengono a Svezia e Danimarca, rispettivamente con 22 e 26 vittime della strada per milione di abitanti.
Per tornare al tema dei lavoratori stradali e concentrandoci sui dati relativi alla Francia, ecco alcune statistiche fornite dal sito web del personale di Autoroutes, che registra gli incidenti, i feriti e i morti:
Nel 2023, sono stati coinvolti in 144 incidenti, di cui 18 con lesioni fisiche. Di questi feriti, 16 hanno dovuto essere trasportati in ospedale e 6 sono rimasti ricoverati. Purtroppo, nel 2023 si è verificato anche 1 decesso. Per mettere i dati a confronto con l’anno in corso, uno dei nostri addetti alle pattuglie stradali è già morto in servizio.

3/7 attimi di ritardo
Secondo un’indagine dell’Asfa, gli autisti di mezzi pesanti trascorrono il 9% del loro tempo di guida al telefono. Il tempo medio trascorso al telefono in chiamata è di 32 secondi, il che accade anche più di dieci volte in un’ora. Nella maggioranza dei casi viene utilizzato un kit vivavoce, perciò il problema non sono le chiamate, bensì un uso diverso del cellulare.
Quando gli automobilisti prendono in mano il telefono, distolgono lo sguardo dalla strada per una media di 2,4 secondi. Tuttavia, questo tempo può arrivare a 7 secondi, ovvero 175 metri (a 90 km/h) senza guardare la strada.
Attenzione, però, a non fare la caccia alle streghe! Gli autisti dei mezzi pesanti sono tendenzialmente dei buoni conducenti. Costituiscono in media del 15% del traffico complessivo e sono responsabili “solo” del 14% degli incidenti mortali, quindi una minima percentuale, e di 1 incidente su 2 che vede coinvolti operatori stradali.
4/ Il futuro nell’automazione?
Non lo si ripeterà mai abbastanza: la prevenzione non deve mai venire meno. È importante che tutti coloro che sono su strada siano anche consapevoli delle proprie responsabilità, al fine di proteggere e salvare vite umane. Tuttavia, un piccolo aiuto tecnologico in alcuni ambiti potrebbe consentire di fornire agli operatori una maggiore sicurezza.
Europe Service (Francia) ha sviluppato E-cône. Si tratta di un robot semovente in grado di posizionare coni e segnali stradali sulle autostrade. In caso di incidente o di lavori stradali, non ci sarebbe più la necessità di un addetto “umano” per delimitare l’area.
Stavolta Vinci sta studiando l’intelligenza artificiale per segnalare eventuali minacce imminenti sulla strada. Questo pratico sistema di intelligenza artificiale sarà installato su oltre 200 veicoli entro la fine del 2024. Si tratta di una telecamera posizionata nella parte posteriore del veicolo, con una gittata di circa 250 metri. Un’intelligenza artificiale analizza le traiettorie dei veicoli in diretta e, se ritiene che uno di essi possa essere pericoloso per l’operatore, si attivano un allarme e una luce rossa lampeggiante.
Secondo Johan Moreau, agente di pattuglia dal 2022 e vigile del fuoco volontario da 20 anni, “è un’integrazione gradita che sarà molto utile i quanto avvertibile anche con i finestrini chiusi e la radio accesa”. L’intervista completa è disponibile su TV5 Monde.



